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13/04/2017 17:59 | Cronaca


Non c’è pace per Porto Cesareo che sembra essere diventata la meta preferita anche dei pescatori di frodo. Dopo le operazioni dei giorni scorsi che hanno acceso i riflettori nello specchio d’acqua antistante all’Area Marina Protetta, ora tocca alla marina di Torre Lapillo, dove gli uomini della Capitaneria di Porto di Gallipoli sono scesi in campo, anzi in mare per ‘monitorare’ le attività di pesca.
 
I risultati non sono mancati: un pescatore è stato ‘pizzicato’ al termine della sua battuta con il prezioso carico, un quantitativo di ricci di mare e ostriche, ben oltre il limite consentito dalle norme vigenti, in tema di pesca sportiva e ricreativa.
  
Ancora una volta, il prezioso aiuto delle telecamere di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, hanno permesso di appurare che il trasgressore, al fine di massimizzare la raccolta del prodotto ittico, ha utilizzato dell’attrezzatura subacquea che ovviamente è stata posta sotto sequestro dai militari della Guardia Costiera.
   
Dopo aver interessato il competente servizio sanitario, per la verifica dello stato di vitalità dei prodotto ittico sequestrato, i militari del Corpo hanno proceduto a rigettare in mare i 400 ricci e i due chili di ostriche. Le tavole salentine, per il pranzo di Pasqua, dovranno farne a meno.   


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